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    <title>Sergio D'Elia - Comunicati Stampa</title>
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    <pubDate>Sun, 23 Mar 2008 17:37:33 GMT</pubDate>

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        <title>RSS: Sergio D'Elia - Comunicati Stampa - </title>
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    <title>Comunicati Stampa del 19 Ottobre 2006</title>
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            <category>Comunicati Stampa</category>
    
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    <author>nospam@example.com ()</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;ITALIA. APPROVATA ALLA CAMERA RISOLUZIONE PER MORATORIA ONU &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Sergio D&#039;Elia, primo firmatario della risoluzione 19 ottobre 2006: Ã¨ stata approvata oggi dalla Commissione esteri della Camera dei Deputati la risoluzione per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali, nonostante il parere contrario del Governo. Nel corso della discussione il Governo aveva proposto una modifica del dispositivo della risoluzione depositata da Sergio D&#039;Elia, Deputato della Rosa nel Pugno e Segretario di Nessuno tocchi Caino e sottoscritta da rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, che chiedeva di dare tempestiva e piena attuazione a quanto stabilito all&#039;unanimitÃ  alla Camera il 27 luglio scorso, presentando all&#039;Assemblea Generale dell&#039;ONU in corso una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell&#039;abolizione definitiva. La proposta del Governo era invece quella di presentare quest&#039;anno una semplice dichiarazione contro la pena di morte ed una eventuale presentazione della risoluzione alla prossima Assemblea Generale dell&#039;ONU. La Commissione esteri non ha accettato la proposta del Governo considerandola non in linea con il mandato parlamentare della Camera di luglio e ha, all&#039;unanimitÃ  votato a favore del dispositivo D&#039;Elia. Ha cosÃ¬ commentato il voto Sergio D&#039;Elia: Con il voto di oggi sono state riaffermate le prerogative proprie del Parlamento e la sua dignitÃ  troppo spesso, violate dal potere esecutivo che nelle Aule parlamentari si impegna a fare una cosa e poi ne compie altre di segno esattamente contrario. Ora il Governo ha una sola via da seguire, che Ã¨ quella di presentare immediatamente all&#039;Assemblea Generale dell&#039;ONU in corso non una dichiarazione generica contro la pena di morte ma una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali che a differenza della dichiarazione avrebbe un valore politico e formale enorme. A sostegno dell&#039;approvazione della risoluzione in Commissione esteri, Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale hanno svolto in concomitanza con la discussione un sit-in davanti Montecitorio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 19 Oct 2006 23:59:00 +0200</pubDate>
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    <title>Comunicati Stampa del 6 ottobre 2006</title>
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            <category>Comunicati Stampa</category>
    
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    <author>nospam@example.com ()</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;INVITO. NESSUNO TOCCHI SADDAM E MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;6 ottobre 2006: ti invitiamo a partecipare alla conferenza stampa che si svolgerÃ  aÂ Roma lunedÃ¬ 9Â ottobre, alle ore 15,00 presso la sede del Partito Radicale in via Torre Argentina 76 nel corso della quale saranno illustrati il contenuto dell&#039;appello Nessuno tocchi Saddam e lo stato, preoccupante, dell&#039;iniziativa italiana per la presentazione all&#039;Assemblea Generale dell&#039;ONU in corso della risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali. Parteciperanno alla conferenza stampa: Marco Pannella, Presidente di Nessuno tocchi Caino e parlamentare europeo, Oliviero Toscani, Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e fotografo, Sen. Cesare Salvi, Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Sen. Furio Colombo, Membro Commissione Esteri del Senato, Sergio D&#039;Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e Deputato della Rosa nel Pugno, Elisabetta Zamparutti, Tesoriere di Nessuno tocchi Caino. Ti aspettiamo. Puoi confermare la tua partecipazione via e-mail: &lt;a href=&quot;mailto:elisabetta.zamparutti@nessunotocchicaino&quot;&gt;elisabetta.zamparutti@nessunotocchicaino&lt;/a&gt; o&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Â telefonicamente allo 06 68803848. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 06 Oct 2006 23:59:00 +0200</pubDate>
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    <title>Comunicati Stampa del 1 Luglio 2006</title>
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            <category>Comunicati Stampa</category>
    
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    <author>nospam@example.com ()</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Rosa nel Pugno. Dâ€™Elia: Pannella-Dâ€™Elia, una bella accoppiata &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Roma, 1 luglio 2006 Dichiarazione di Sergio Dâ€™Elia, Deputato della Rosa nel Pugno (giÃ  terrorista)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Capisco che lâ€™occasione Ã¨ ghiotta. Siccome si deve pestare Pannella, come fare a non accoppiarlo al terrorista Dâ€™Elia, Nominato-dal-Governo-Segretario-Generale-Unico-della-Camera e che la settimana prossima Ã¨ onorato addirittura di una personalissima mozione di dimissioni presentata niente poâ€™ poâ€™ di meno che dal capogruppo e dal coordinatore di Forza Italia Elio Vito e Sandro Bondi, richiesta che segue quella avanzata nei giorni scorsi dallo SDI-Toscana.Â &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Ricostruzioni giornalistiche mi attribuiscono ora il ruolo di portavoce di Pannella e della componente radicale del gruppo parlamentare e pure la responsabilitÃ  di aver determinato la crisi del gruppo e, dopo di questo, magari pure del Progetto della Rosa nel Pugno. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Sul Riformista di oggi Ottaviano Del Turco, che pure mi ha strenuamente difeso nei giorni scorsi e di cui lo ringrazio pubblicamente, mi accusa ora di aver â€˜riproposto il peggio della tradizione partitocratica, secondo cui anche le decisioni sui gruppi parlamentari vanno demandate alla segreteria del partitoâ€™. Al mio amico Ottaviano faccio solo osservare che lui, non presente alla riunione del gruppo e parlando, quindi, â€˜de relatoâ€™, corre il rischio di riproporre il peggio della tradizione giudiziaria italiana, quella dei pentiti che parlavano â€˜de relatoâ€™. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Eâ€™ vero, ho contribuito a bloccare le nomine nelle commissioni bicamerali. Lâ€™ho fatto non perchÃ¨ non fossi dâ€™accordo nel merito o perchÃ¨ ritenessi che la decisione non fosse esclusiva prerogativa del gruppo parlamentare (nella riunione del gruppo ho sostenuto esattamente il contrario), ma per sollevare una questione politica grande come una casa, la crisi evidente della Rosa nel Pugno, che lo stesso comunicato di dimissioni di Roberto Villetti riconosce con chiarezza e onestÃ . &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Un soggetto politico che non riesce a convocare la sua Segreteria, che non fa passi in avanti verso la costituzione formale del nuovo partito, che prima ne fissa tempi e tappe (tra cui una â€˜Fiuggi 2â€™) e poi non opera di conseguenza, anzi, determina nei fatti un rinvio, bene che vada, a dopo lâ€™estate, che annuncia la tenuta in questi giorni della sua Segreteria e poi nei fatti non la convoca, un siffatto soggetto politico evidenzia una crisi che non puÃ² essere mascherata dal â€˜buon funzionamentoâ€™ del suo gruppo parlamentare e la cui soluzione non puÃ² essere demandata a nessun altro che non siano i suoi organi statutari. Il gruppo parlamentare non puÃ² essere il surrogato del â€˜partitoâ€™, non puÃ² essere la camera di compensazione e non puÃ² esercitare ruoli di supplenza rispetto a questioni, regole e organi statutari che non gli sono propri.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Sat, 01 Jul 2006 23:59:00 +0200</pubDate>
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    <title>Comunicati Stampa del 27 Giugno 2006</title>
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            <category>Comunicati Stampa</category>
    
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    <author>nospam@example.com ()</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Iraq: RnP, salvare Saddam dalla pena di morte occasione per l&#039;Italia dopo la decisione del ritiro delle truppe - Roma, 27 giugno 2006 - Dichiarazione Sergio D&#039;Elia e Giacomo Mancini, deputati della Rosa nel Pugno &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Cosa intende fare il governo italiano riguardo alla richiesta-offerta di Marco Pannella di un incarico straordinario con lâ€™obiettivo di salvare Saddam dallâ€™esecuzione, ma anche per salvare, con la vita di Saddam, la vita del diritto, dei diritti, della civiltÃ  che lui ha massacrato in mezzo secolo regime sanguinario?â€. La questione Ã¨ stata posta oggi al Ministro degli Esteri Massimo Dâ€™Alema dai deputati della Rosa nel Pugno Sergio Dâ€™Elia e Giacomo Mancini nel corso della audizione presso le commissioni congiunte Esteri e Difesa del parlamento. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;La domanda Ã¨ rimasta inevasa. Attendiamo che il Governo si esprima sulla proposta di Pannella o con altre iniziative sulla sorte dellâ€™ex dittatore iracheno. Certo Ã¨ che, dopo la decisione di ritirarsi dallâ€™Iraq e, nello stesso tempo, di impegnarsi nel campo della sicurezza e della ricostruzione economica, civile e democratica del paese, una iniziativa italiana contro la pena di morte a Saddam costituirebbe un fatto simbolico e concreto dal forte significato politico. Tanto piÃ¹ che, in queste ore stanno crescendo le adesioni di parlamentari di tutti gli schieramenti e di personalitÃ  del mondo arabo allâ€™appello â€˜Nessuno tocchi Saddamâ€™ lanciato da Nessuno tocchi Caino il cui primo firmatario Ã¨ il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.&lt;br /&gt;Â &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 27 Jun 2006 18:58:21 +0200</pubDate>
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    <title>Comunicati Stampa del 19 giugno 2006</title>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;IRAQ. NESSUNO TOCCHI CAINO, NESSUNO TOCCHI SADDAM&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;19 giugno 2006: Vale anche per Saddam il nostro Nessuno tocchi Caino: quindi, nessuno tocchi Saddam, il che non vuol dire la sua impunitÃ  ma la sua incolumitÃ  fisica e dignitÃ  umana, hanno dichiarato Sergio D&#039;Elia ed Elisabetta Zamparutti, Segretario e Tesoriere di Nessuno tocchi Caino, nel commentare la richiesta di condanna a morte per l&#039;ex dittatore iracheno. Per quello che Saddam ha fatto al suo stesso popolo prosegue il comunicato di NtC - Saddam meriterebbe mille pene capitali, ma la domanda Ã¨: ci meritiamo noi di comminarla? L&#039;esecuzione di Saddam chiama in causa, innanzitutto, la nostra civiltÃ  eÂ umanitÃ . Condannarlo a morte e giustiziarlo sarebbe anche un grave errore politico, perchÃ¨ offrirebbe alla guerriglia sunnita e al terrorismo un martire di cui nutrirsi, un mito da sbandierare. CosÃ¬ il dittatore piÃ¹ sanguinario al mondo, dalle pagine della cronaca nera della storia, dove Ã¨ bene che rimanga, passerebbe alle prime pagine della politica contemporanea. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;C&#039;Ã¨ un&#039;altra ragione per cui non va condannato a morte: il processo in corso non Ã¨ rispettoso degli standard minimi di un giusto processo internazionalmente riconosciuti. Il tribunale che lo sta giudicando Ã¨ stato messo su in fretta e furia per decisione politica di un governo di transizione, in una situazione di emergenza e agli albori di un processo di ricostruzione del paese, in cui non hanno ancora visto la luce le basi minime di uno Stato di diritto e di un sistema di separazione dei poteri. Il processo Ã¨ condotto da soli magistrati sciiti e kurdi, quindi si connota come il processo delle vittime contro il loro carnefice. Sarebbe stato meglio affidare la sorte di Saddam a giudici di un tribunale internazionale. (Fonti: NtC, 19/06/2006) &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 19 Jun 2006 23:59:00 +0200</pubDate>
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